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  Progetti realizzati

Progetti realizzati

" La cultura lucana nel mondo" ha il suo cuore pulsante nella città dei Sassi.

Il legame, ormai solido, tra Matera e Cuba ha inaugurato una promozione innovativa dell’immagine della Basilicata nell’America Latina.

L’ambizioso progetto dell’Opificio delle Arti e dei Mestieri di Matera, ha inizio nel 1999 con una collaborazione tra un team di architetti materani e uno di cubani che ha portato, nell’ambito dello scambio Materavana, all’individuazione di 9 edifici storici nel centro della “città vecchia”, patrimonio dell’Unesco.

Il protocollo d’intesa firmato dal Governo di Cuba e dall’Opificio e i finanziamenti locali per le opere di particolare interesse storico hanno permesso il completamento dei primi due progetti di restauro.

L’orgoglio maggiore per il ruolo giocato da Matera nelle relazioni Italia-Cuba risiede nell’immagine indelebile che il capoluogo lucano lascerà nell’isola caraibica. Infatti tra gli edifici storici riportati al loro splendore originale, la casa di Arango y Parreno (Calle Amargura 65), verrà destinata a sede dell’Istituto di Cultura Italiana a Cuba.

Calle Amargura 65

CASA ARANGO Y PARRENO
Ubicata in Amargura # 65 e/ Mercaderes y San Ignacio

Le notizie più antiche risalgono al 1731, data in cui la casa era ad un piano.

Nel 1761 venne acquistata da Don Miguel Ciriaco de Arango che la tenne fino alla sua morte nel 1803, periodo durante il quale nacquero qui i figli del suo matrimonio con Dona Juliana Parreno.

L’ultimo era l’illustre Don Francisco de Arango y Parreno, supremo reppresentante della classe aristocratica cubana dagli anni ‘90 del secolo XVIII fino al 1830.
L’edificio è la tipica “casa de familia”.
Nel 1777 la casa viene descritta come realizzata con argilla rinforzata con legno e tegole (rafas, tapias y tejas) ad un piano.

Nel 1796 già si parla di edificio a due piani.

Alla morte di Don Miguel Ciriaco de Arango la casa passò ai figli che la vendettero a Don Francisco Anglada nel 1820.

Negli anni a seguire la casa cambiò vari proprietari. Dal 1929 al 1939 fu proprietà di Isabel Raymond e successivamente dei suoi eredi fino al 1959.

La facciata in stile neoclassico è costituita da una struttura verticale in muratura di “tapial” che presenta lesioni e macchie di umidità. Al primo piano il balcone del salone con ringhiera in ferro, successivamente trasformato, caratterizza la facciata per l’intera lunghezza.

Si accede alla casa attraverso il “zaguàn” che porta ad un patio centrale circondato da archi per buona parte murati. Uno stretto passaggio collega quest’ultimo al traspatio di dimensioni ridotte e con assi perpendicolari al primo.

Attraverso una scala, la cui seconda rampa è originale, si accede al primo piano dove mediante un percorso coperto caratterizzato da “pies derecho” in legno si raggiungono i vari ambienti e il salone principale. Quest’ultimo presenta la tipica copertura a quattro falden “techos de armaduras” in cui è evidente l’azione devastante dell’umidità di organismi xilofagi. La struttura è stata notevolmente modificata nelle varie epoche per uso ed ulteriormente mortificata nella sua originale struttura dalle superfetazioni realizzate negli ultimi anni. Il livello di degrado è notevole sia da un punto di vista strutturale che da quello morfologico. Le aggressioni di umidità e dei parassiti a numerosi elementi in legno caratterizzanti quest’architettura sono stati la causa principale del collasso dellla struttura che dal tetto si è ripercosso sulle pareti portanti, evidentemente fuori piombo, quindi ai solai ed ai tramezzi interni.

Una seconda scala ad una rampa, di epoca successiva e decorata con affreschi, conduce all’ultimo livello dell’edificio dove un percorso parzialmente coperto permette l’accesso ad un unico grande ambiente non evidente dall’esterno. Anche questa piccola galleria è sostenuta da pies de rechos in legno.

L’intervento di recupero prevede:
- eliminazione delle superfetazioni; - interventi strutturali al tetto originale e di consolidamento delle pareti perimetrali; - ricostruzione della prima rampa della scala principale in pietra e legno secondo la originale disposizione; - riapertura dei vani originali murati; - recupero delle pitture murarie e degli elementi in legno; La scelta progettuale prevede un percorso ad anello che permette l’uso degli spazi originali per esposizioni permanenti nei vari piani. Inoltre trovano luogo, in prossimità del traspatio, i servizi igienici (al piano terra e al primo piano) secondo la possibile localizzazione originaria, il pantry al secondo e terzo piano in prossimità del cavedio tecnico. Gli uffici sono localizzati nel patio in prossimità dell’ingresso principale. La terrazza, il portico e il volume all’ultimo piano sono destinati ad usi polivalenti.

Stato di fatto

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Progetto

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